Spazio ad Alessio Delpiano neo tecnico della Valcalepio, proviamo a conoscerlo meglio attraverso questa breve intervista.

Benvenuto alla Valcalepio mister e grazie per averci concesso questa intervista.
– Nuova avventura in Eccellenza alla Valcalepio perché questa scelta ?

Ho avuto qualche proposta in serie D ma lontane da casa e non mi sono sentito di allontanarmi dalla famiglia, qualche proposta invece non l’ho valutata perché non ci vedevo le giuste basi, mentre con i dirigenti della Valcalepio da subito ho avuto l’impressione che avessimo obiettivi comuni, sintonia nella programmazione e i giusti presupposti per crescere. C’è la giusta voglia di fare bene con la consapevolezza che in Eccellenza non sarà facile e che serve il giusto tempo per creare le migliori basi per poi cercare risultati importanti. Certo, la giusta dose di fortuna non deve mancare….. intendo dire che se la squadra parte bene tutta la società lavora meglio, se l’inizio dovesse essere tribolato invece le difficoltà poi si riverseranno sul lavoro di tutta la società e qui sarà fondamentale saper mantenere la barra a dritta, non cedere agli isterismi e lavorare per superare il momento negativo. Un lavoro che non può essere solo dello staff tecnico o del gruppo di giocatori, ma che deve coinvolgere tutta la dirigenza e questa dirigenza mi ha trasmesso questo pensiero, questa unità d’intenti.

– Hai già avuto modo di conoscere il prof. Squassoni (prep. atletico) e il prep. portieri Coppini ?

Conoscevo Vasco (prep. portieri) dalla stagione di Castiglione, una figura di provata esperienza da cui potrò avere anche le giuste indicazioni nei momenti topici. Il prof. Squassoni non lo conoscevo, ma fin dal primo incontro si capisce la grande professionalità, la molta esperienza e preparazione nel lavoro che dovrà fare con il gruppo.

– In questa fase di allestimento della squadra come ti rapporti con la società ?

Ho un continuo confronto con il diesse Luca Bosio, è lui la figura che sta gestendo il mercato, per la categoria è lui che ha maggiore conoscenza, a lui ho inoltrato le caratteristiche che chiedevo per alcuni giocatori confrontandomi con lui su quale sia il mio metodo di lavoro e il modo in cui voglio vedere giocare la mia squadra, Luca ha l’appoggio della società per cercare di mettere a mia disposizione le migliori figure ma il nostro metro di giudizio non è solo il curriculum, c’è una parte importante in cui valutiamo il carattere, la capacità al sacrificio e al lavoro.

– Che tipo di rapporto aspiri ad avere con i calciatori: di amicizia, autoritario, di semplice fiducia e rispetto?

Ad inizio carriera avevo cercato di gestire un rapporto molto amicale, quasi da confidente, poi ho capito che qualcuno ci giocava in questa situazione, allora sono passato ad un ruolo in cui ho dialogo con tutti ma in cui i ruoli sono distinti, gestire con la giusta armonia il gruppo che vive di sue dinamiche interne ma le decisioni e responsabilità sono mie.

– Qual è l’allenatore che più ti piace, quello che rappresenta un esempio per te ?

Su tutti Ancelotti sicuramente, ne ho grande stima, i risultati che ha saputo guadagnare nei più grandi club europei lo consacrano come uno dei migliori tecnici di sempre e non solo tra gli italiani. Poi ho conosciuto frequentando il Centro Tecnico di Coverciano e potuto apprezzare mister Spalletti e mister Allegri, sono due grandi interpreti del ruolo di allenatore.

– Ormai mister sono dieci anni da allenatore, i momenti più belli ?

Castiglione il più importante, la società veniva da un fallimento economico e l’imperativo era un campionato tranquillo, invece alcune situazioni favorevoli, un gruppo di qualità ben amalgamato e una ottima partenza ci videro conquistare la vittoria in campionato.
Non posso non ricordare come una stagione bellissima quella con il Pergocrema, li ero vice allenatore di Giuseppe Sannino, eravamo in C2, la stagione non partì benissimo ma poi risultammo vincitori del campionato e promossi in C1.
Olginate infine, 3 stagioni con un crescendo straordinario grazie al lavoro della società e del diesse Galbusera, i giovani erano sempre al centro del progetto, poi l’immancabile innesto del giocatore di esperienza e così squadra e risultati spiccavano il volo. Monza, Lecco e Pro Sesto sono stati passaggi necessari per maturare, non tutto è filato liscio in quelle stagioni, ma bisogna saper imparare anche dalle difficoltà e farne tesoro, qui è successo che venissi sostituito alla guida della squadra per poi essere richiamato e portare in salvo la stagione.

– Oscar Piantoni Daniele Fortunato Giuseppe Sannino, con queste figure hai fatto le prime esperienze da vice allenatore, un ricordo di queste persone ?

Da tutti e tre ho imparato qualche cosa, da mister Sannino la gestione del gruppo durante la stagione, quando spingere e quando allentare la pressione. Da mister Daniele Fortunato la lettura della gara. Da mister Piantoni, che mi aveva allenato da calciatore, l’esperienza infinita che aveva, la sua preparazione della gara con il lavoro in settimana e la sua grande umanità. La figura del vice allenatore riesce a cogliere alcuni aspetti che il mister non può vedere dovendo seguire molte cose, un poco ero facilitato dall’essere stato calciatore e quindi sapevo quali erano le dinamiche del gruppo nei momenti difficili o nei momenti di euforia della stagione.

– Da calciatore quali i tuoi ricordi più belli ?

Le stagioni al Pergocrema, ad Alzano L. e a Lecco dove poi ho terminato la mia carriera con la conquista della promozione in C1.

– Pergocrema o Lecco, entrambe le squadre fanno ritorno tra i prof, chi farà meglio nella prossima stagione in C ?

Penso entrambe, il Lecco è reduce da una stagione che possiamo definire trionfale, un campionato vinto senza troppa concorrenza e con una società che ha trovato una buona quadratura, la Pergolettese ha dovuto sudarsela questa vittoria, conquistata con uno spareggio e dopo un testa a testa lunghissimo con una corazzata come era il Modena, ma questo ha sicuramente forgiato un gruppo in cui ora basteranno pochi innesti per ben comportarsi tra i professionisti, mentre alla dirigenza ha dato il giusto merito e consapevolezza di essere preparati per un palcoscenico così importante. Sia Lecco che Pergolettese meritano anche per i propri sostenitori un posto tra i professionisti.